Piera Scalise
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Postato da Piera Scalise
Fondamenti di Trading: Supporti e Resistenze
Mar 22nd
Ci sono momenti in cui durante le contrattazioni ci accorgiamo che il titolo che stiamo seguendo non riesce ad oltrepassare un determinato limite, nè al rialzo e nè al ribasso. Se poi andiamo a controllare i grafici ci accorgeremo che quei determinati valori sono gli stessi durante un lungo periodo.
L’osservazione per un lungo periodo ci permette di determinare certi valori che per il mercato e per gli analisti sono molto importanti, e che vengono indicati come Supporti e Resistenze. Questi livelli indicano le linee in cui il titolo trova una concentrazione di domanda o offerta tale da creare una sorta di “muro” difficile da scavalcare.

Precisamene il Supporto sta ad indicare un livello di prezzo in corrispondenza del quale c’è una forte domanda tale, da opporsi alla discesa del titolo al di sotto di quel prezzo, per un periodo significativo. Per essere ancora più chiari possiamo dire che il supporto è un livello di prezzo in cui i compratori aprono la loro posizione perchè trovano molto vantaggioso comprare, mentre i venditori trovano che non sia un giusto prezzo per chiudere la loro posizione.
La Resistenza è l’opposto, cioè indica il blocco per il rialzo, e quindi segna il livello in cui c’è un alto volume di vendita che è sufficiente a contrastare la domanda e quindi di bloccare il rialzo del titolo per un periodo significativo. Superato il blocco quello che era un Supporto diventa una Resistenza e viceversa. Una volta che uno dei due livelli viene “violato” il tren del titolo accellera la discesa o la risalita.
Supporti e Resistenze possono essere Statici, in quanto il loro valore numerico resta fisso per un determinato periodo di tempo, mentre si dicono Dinamici, quando il loro valore numerico muta con il passare del tempo e quindi vengono definiti più semplicemente Trendline.
Piera Scalise
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Fondamenti di Trading: Lo Stop Loss
Mar 19th
Danni irreversibili? paura di grosse perdite? Non è uno spot, sto parlando ancora di trading, ed uno dei mezzi a nostra disposizione per mettere un freno alle perdite è lo “Stop Loss“, o letteralmente “Stop alle perdite“.
Lo Stop Loss è uno strumento a nostra disposizione, ormai tutti i Broker nelle loro piattaforme, vi danno la possibilità di averlo e usarlo, per proteggere i nostri capitali. Praticamente funziona come un pilota automatico possiamo dire, noi stabiliamo una soglia massima alla quale vogliamo arrivare senza rischiare oltre e piazziamo lì il nostro Stop Loss, ancora più chiaramente, se compro un titolo a 2 euro penso (spero) che debba salire, ma a volte le aspettative sono tradite e per mettermi in “salvo” metto lo Stop Loss a 1,60 euro, se il titolo scende, appena arriva a quella soglia viene venduto.

In questo modo saremo noi a stabilire, preventivamente, quanto siamo disposti a rischiare e a perdere. Naturalmente non è un gioco stabilire dove e quando va inserito lo stop loss, questo dipende da molte varianti e motivazioni: orizzonte temporale, la liquidità del mercato, la volatilità dello strumento e naturalmente il tipo di operazione che dobbiamo compiere.
Ci sono diversi tipi di Stop:
- Stop fisso, come dice la parola stessa in questo caso resta fisso finchè non lo spostiamo noi stessi, resta nel mercato più a lungo e quindi coseguentemente è più rischioso.
- Stop variabile (o trailing stop), questo viene utilizzato soprattutto negli investimenti a breve termine, segue le quotazioni del mercato e si avvicina alla nostra posizione di ingresso.
- Stop temporale, in questo caso lo Stop loss viene dato su base temporale, e cioè se in un tot di tempo un’ operazione non raggiunge l’obiettivo che ci eravamo prefissati e meglio chiudere ugualmente.
L’opposto dello Stop loss e lo stop profit, in questo caso c’è da stabilire quanto si vorrebbe guadagnare con l’operazione fatta e inserire lo stop.
Piera Scalise
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Fondamenti di trading: Lo scalping
Mar 15th
Fino a questo punto abbiamo spiegato che cos’ il Tol e che cosa ci serve per approcciarci a questo mondo, ora è il momento di entrare nella “psicologia del trader”.
Ci sono tanti modi di fare trading on line, c’è un modo molto “duro” e difficile di farlo ed è racchiuso sotto il termine “Scalping”.

Lo Scalping sta ad indicare tutto quello che un’investitore “vecchio stampo” non ha mai fatto, ed è l’operatività che si può raggiungere dopo qualche mese ( o anno) di gavetta all’interno delle operazioni di compravendita on line. Questa tecnica si basa sul comprare e vendere in frazioni di minuti facendo tante piccole operazioni giornaliere alla fine delle contrattazioni si può contare su un profitto maturo. Naturalmente anche, e soprattutto dico io, in questo caso bisogna tenere presenti il costo delle commissioni, va bene comprare e vendere in poco tempo ma dal profitto bisogna sempre togliere il costo delle spese.
Lo Scalping non permette distrazioni e bisogna lavorare ad alti ritmi per raggiungere i propri obiettivi. Questa tecnica può essere utilizzata in due modi:
Stile primario: Il lavoro base dello Scalper che affidandosi ai grafici a breve termine, può sfruttare le piccole oscillazioni di prezzo e questo può portare a fine giornate ad aver effettuato decine e decine, se non centinaia, di operazioni giornaliere. E’ bene sapere che per chi si approccia a questo tipo di operazioni alcuni broker danno la possibilità di avere delle tariffe molto agevolate sulle commissioni, che possono tener presente il numero delle operazioni.
Stile supplementare: In questo caso il trader, che solitamente opera in investimenti con dei timeframes più lunghi, vede il mercato instabile o fermo nella stessa oscillazione e quindi usa lo scalping per fare delle contrattazioni sfruttando queste condizioni. Uno dei modi per effettuare questo stile è legato alla tecnica di “ombrello”, con il quale il trader investe in una compravendita per un time frame più lungo e nel frattempo trova altre possibili operazioni da compiere in un tempo più breve, il cosiddetto “entrare e uscire”.
Lo scalping è usato da molti trader che in questo modo ottengono da piccole operazioni sull’oscillazione del prezzo grossi guadagni alla fine delle contrattazioni.
Piera Scalise
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Fondamenti di Trading: Nozioni iniziali per essere un Trader
Mar 15th
Per tutti coloro che vogliono entrare nel mondo del trading on line, devono attrezzarsi con un computer possibilmente di media composizione, una Connessione ad internet meglio se veloce, Adsl o Banda Larga e soprattutto un conto corrente in una Banca che vi dia la possibilità poter fare il Trading, potete chiedere anche alla vostra Banca di appartenenza.
A questo punto vi saranno fornite una username e una password e quelli saranno i codici per entrare nell’area Trading e ora siete abilitati a comprare e vendere titoli on line, a seguire l’andamento dei mercati. Io vi consiglio per un po ‘di tempo, se non siete pratici di grafici e dati micro e macro economici di stare un po’ “alla finestra” come si dice in gergo e osservare i vari movimenti di titoli e indici e come ogni cosa possa cambiare l’andamento delle cose, fare cioè il brutto e il cattivo tempo.

Dopo questo periodo potete iniziare uno operazione qualche piccola tariffa.
Ricordate che il Mercato azionario è proprio venuto il normale mercato sotto casa, volete comprare un “prodotto” (in questo caso un titolo, o altro), c’è un prezzo, quando il titolo è vostro potete decidere di tenerlo o rivenderlo subito al prezzo che riterrete giusto, naturalmente seguendo l’andamento del mercato e sempre ricordando che perquell’operazione state pagando delle commissioni.
Faccio un esempio compro un titolo ad un 1 euro, la Commissione è di 0,20 centesimi, se vendo ua 1,20 euro non ho guadagnato niente, oltre quel prezzo ho il mio guadagno. Penso di essermi spiegata semplicemente.
Ora, entrando nello specifico della Borsa.
Una volta entrati nel sito del Trading on line, vedrete sullo schermo una lista di nomi lampeggianti, quella è la lista dei titoli e ogni volta che vedrete lampeggiare vuol dire che l’uno o l’altro titolo ha subito modifiche al rialzo (colore verde) o al ribasso (colore rosso ).
Su ogni rigo troverete la dicitura “Taglio minimo” che vi indica qual è il quantitativo minimo di azioni che potrete acquistare. Esempio se c’è scritto 100 e il costo di ogni azione è di 2 euro, vi serviranno dai 200 € in su per comprare quel determinato titolo.
Poi troverete L’ultimo prezzo battuto, che vi indica la variazione in percentuale rispetto al prezzo precedente.
Ancora troverete due parole: lettera, che vi indicherà, di solito, gli ultimi 5 migliori prezzi di vendita, e Denaro, che vi indicherà, di solito, i 5 migliori prezzi in acquisto.
Per finire troverete anche i dati relativi alla giornata di contrattazione, come il massimo e il minimo valore raggiunto dal titolo, quello con il quale ha aperto la seduta.
Piera Scalise
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Fondamenti di trading: Cos’è il Trading on line?
Mar 10th
Erano gli anni ’90 quando le banche americane hanno iniziato ad offrire ai loro investitori nuovi mezzi e servizi per sfruttare al meglio i propri soldi. Al resto ci ha pensato Internet, i miglioramenti nei collegamenti con Adsl e banda larga e i sempre più sofisticati e maneggevoli Personal Computer, tutto questo ha permesso la nascita e la successiva Diffusione del Banking on line, offrendo la possibilità di alcuni servizi sul proprio conto corrente su internet o al telefono, e successivamente del Trading on line, o semplicemente TOL, cioè La possibilità di negoziare titoli e altri prodotti finanziari presenti sul Mercato azionario, per conto proprio, utilizzando internet.

La figura che si occupa di ciò viene chiamato Broker on line, che può essere sia colui che lo fa per conto proprio, con i suoi investimenti e anche colui che se ne occupa per conto terzi, come le banche. C’è voluta la fine degli anni ’90, e precisamente il 1999, per avere questa possibilità in Italia, quando, grazie al nuovo regolamento redatto dalla Consob, l’organismo di controllo della Borsa, si è potuto utilizzare internet per operazioni sul Mercato azionario per la gestione dei propri risparmi.
Le banche italiane si sono via via attrezzate con l’offerta giusta per permettere ai propri clienti di usufruire di alcune piattaforme che permettano in tempo reale di interagire con la Borsa e i Mercati finanziari di tutto il mondo. Infatti noi non potremmo solo seguire Piazza Affari, ma anche i Mercati Europei, di oltreoceano o asiatici.
Voi vi chiederete e i costi?
I costi in questo caso sono rappresentati dalle cosiddette commissioni che ogni banca o broker on line chiede per ogni negoziazione e per ogni compravendita, che sono naturalmente molto più bassi di un normale investimento finanziario che si può fare allo sportello della banca. Il Trading on line per qualcuno è diventato un modo diverso di “scommettere”, si sceglie un possibile titolo vincente e si puntano i soldi, per altri questo modo di investire è diventato una vera e propria professione con la quale vivere.
Naturalmente non vi sto dicendo che è un gioco, si tratti pur sempre di risparmi, o che sia facile per tutti, ci vuole molta pazienza, sacrificio, sangue freddo e soldi da investire. Come in tutte le cose ci sono ambiti in cui si può guadagnare molto rischiando molto, a volte tutto, e in ambiti in cui un piccolo guadagno è proporzionato al minimo Rischio.
Piera Scalise
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