Analisi Forex settimanali
Analisi e previsioni settimanali forex 08-03-2010
Mar 8th
Analisi settimanale dei mercati al 8 marzo 2010
Buona settimana per i mercati mondiali che hanno spinto al rialzo l’indice S&P 500. L’indice ha chiuso la settimana registrando un guadagno di 34 punti ossia del 3%. L’indice FTSE UK ha toccato il nuovo massimo a 52 settimane e si sta avvicinando verso la sua media mobile a 200 settimane. I recuperi di petrolio e benzina potrebbero portare alla rottura al rialzo del recente intervallo di trading. L’euro e la sterlina sono rimasti invariati durante la settimana a causa dei timori degli investitori in merito alle questione del debito europeo. Anche il Nasdaq ha toccato il suo massimo a 52 settimane mettendo a segno un guadagno di 88 punti ossia del 3,9%.

La settimana si è aperta con le importanti notizie provenienti dal Regno Unito. L’indagine PMI resa nota lunedì ha mostrato che le vendite al dettaglio nel settore manifatturiero nel Regno Unito sono rimaste invariate a febbraio al livello massimo da 15 anni, ossia a 56,6. Questi risultati elevati dell’indice hanno spinto al rialzo il FTSE e gli indici statunitensi.
Negli USA, il reddito personale è salito dello 0,1% rispetto al mese precedente, mentre la spesa è aumentata dello 0,5% secondo il Dipartimento del Commercio. Il tasso di risparmio è ai minimi dal 2008. Gli economisti avevano previsto a gennaio un incremento dello 0,4% nel reddito e dello 0,4% nella spesa. Il reddito è aumentato per il sesto mese consecutivo e la spesa ha registrato il quarto incremento consecutivo. Il tasso di risparmio a gennaio ha raggiunto il livello più basso dopo il 2,9% fatto segnare nell’ottobre 2008. Il tasso è stato del 3,3% a gennaio e del 4,2% a dicembre.
L’indice ISM è sceso a 56,5 a febbraio dai 58,4 di gennaio. L’ISM era stato sopra i 50 punti per sette mesi consecutivi. L’indice sui nuovi ordinativi è diminuito a 59,5 dai 65,9 e l’indice della produzione è sceso a 58,4 dai 66,2. Il tasso di occupazione è salito a 56,1 dai 53,3, il terzo mese sopra i 50, mostrando che sono di più le aziende che assumono personale rispetto a quelle che licenziano. L’indice dei prezzi pagati è calato a 67 dai 70 punti, mostrando che le pressioni sui prezzi sono alte ma stabili.
Nel settore immobiliare, la spesa per le costruzioni è scesa dello 0,6% come previsto, ad un tasso annuo destagionalizzato di 884,1 miliardi di dollari rispetto al mese precedente, secondo quanto riportato dal Dipartimento del Commercio. Le spese a dicembre hanno fatto segnare una flessione dell’1,2%. La spesa a novembre è crollata al 2,5%. Gli economisti avevano stimato che la spesa per le costruzioni a gennaio sarebbe scesa dello 0,6%. La spesa per le costruzioni residenziali a gennaio ha registrato un incremento dell’1,1% a 269,15 miliardi di dollari dopo la flessione del 2,6% a dicembre. La spesa si è contratta dell’0,6% ad un tasso annuo destagionalizzato di 884,1 miliardi di dollari rispetto al mese precedente.
Mercoledì è stato reso noto il report sull’occupazione nazionale stilato da Automatic Data Processing Inc., da cui è emerso che il numero di occupati del settore privato negli USA è diminuito a febbraio di 20.00 unità. Il calo reso noto da ADP è risultato minore rispetto alle stime degli economisti che si aspettavano una flessione di 50.000 unità. La stima sugli occupati per gennaio 2010 è stato rivista al ribasso, da un calo di 22.000 unità a un calo pari a 60.00 unità. La diminuzione degli occupati a febbraio è risultata la minore da quando è iniziata la flessione dell’occupazione nel febbraio del 2008. ADP ha dichiarato che le avverse condizioni meteorologiche hanno avuto solo un minimo effetto sul report per il tipo di metodologia sottostante utilizzata. Bisogna sottolineare che l’indagine ADP registra solo gli occupati del settore privato, mentre i dati sugli occupati rilasciati dall’Ufficio nazionale di statistica includono anche gli impiegati statali.
Nel suo ultimo report del Beige book, la Fed ha reso noto che nove dei 12 distretti regionali hanno riportato un miglioramento dell’attività economica, ma nella maggior parte dei casi gli incrementi sono stati modesti con ritardi delle attività dovuti alle tempeste di neve verificatisi dal 4 al 7 febbraio e dal 9 all’11 febbraio. Il beige book rappresenta una sintesi dell’attività economica e sarà alla base della prossima riunione della banca centrale statunitense in programma per il 16 marzo. L’ultimo report, redatto dalla Federal Reserve Bank di Kansas City, aveva esaminato le condizioni economiche dei distretti della Fed sulla base delle informazioni raccolte prima del 22 febbraio. ” Richmond ha dichiarato che l’attività economica è diminuita o è rimasta invariata nella maggior parte dei settori a causa soprattutto delle difficili condizioni climatiche di febbraio” ha reso noto il report. Si prevede che le dure condizioni climatiche di febbraio influenzeranno diversi settori dell’economia.
Giovedì i mercati si sono focalizzati sulla BCE e sulla BOE. Giovedì la Banca centrale europea ha lasciato invariato il suo tasso di interesse di riferimento e si prevede che ridurrà i prestiti alle banche introdotti durante la crisi finanziaria, mentre il Comitato di politica monetaria della Banca d’Inghilterra ha votato per mantenere la sua politica invariata ed estremamente libera. Trichet ha commentato la situazione dichiarando che la BCE continuerà a portare avanti le sue operazioni di finanziamento settimanale a tasso fisso e con full allotment per tutto il tempo necessario e comunque almeno fino al 12 ottobre. L’inflazione è rimasta sotto controllo e quindi la banca non ha avuto problemi a mantenere la sua politica “di aiuti”.
Nel Regno Unito, i rappresentanti della BOE hanno sottolineato che potrebbero incrementare il programma di acquisto di obbligazioni da parte della banca centrale, conosciuto anche come quantitative easing, se la ripresa economica nel Regno Unito dovesse iniziare a vacillare. L’economia inglese è migliorata significativamente da quando il Comitato di Politica Monetaria ha lanciato il suo piano anticonvenzionale, ma restano ancora molte questioni aperte. Il governo britannico è gravato dal forte carico dei debiti perché costretto a provvedere la salvataggio di diverse banche e a sostenere la domanda durante la crisi finanziaria e per far fronte a queste situazioni dovrà tagliare la spesa e aumentare le tasse. Anche le famiglie e le imprese dovranno fare i conti con questi alti livelli di debito.
Venerdì, il Dipartimento del lavoro statunitense ha reso noto che l’economia americana ha tagliato a febbraio meno posti di lavoro di quanto ci si attendeva e il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 9,8%, nonostante le difficili condizioni climatiche che hanno colpito la East Coast nel mese scorso. Il report ha mostrato che i posti di lavoro nei settori non agricoli sono diminuiti di 36.000 unità rispetto al calo di 26.000 unità registrato a gennaio. Gli economisti si aspettavano che il numero degli occupati diminuisse di 50.000 unità soprattutto come conseguenza della difficile situazione meteorologica. Il dato di gennaio è stato rivisto dall’iniziale flessione di 20.00 unità a 26.000 e il dato di dicembre è stato portato a 40.000. Il tasso di disoccupazione, calcolato usando una diversa indagine interna, è rimasto invariato al 9,7% nel mese scorso. Gli economisti si aspettavano che il tasso di disoccupazione aumentasse al 9,8%.

Forex
La RBA ha continuato nel suo piano di normalizzazione dei tassi ed ha alzato di altri 25 punti base il tasso di interesse (al 4%, portando la stretta monetaria a 100 punti base). In base alla nostra analisi, la RBA deve ancora esaurire la sua azione sul fronte dell’aumento dei tassi di interesse, ma manterrà comunque la cautela nelle sue decisioni politiche. Il Governatore Stevens nelle sue dichiarazioni non ha fatto riferimento ad altri aumenti dei tassi in aprile, ma ha ribadito che i tassi dovrebbero essere più vicini alla “media”.
I dati relativi al PIL australiano nel quarto trimestre del 2009 hanno giustificato l’aumento dei tassi da parte della RBA. Il Pil nel quarto trimestre ha registrato un aumento dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 2,7% su base annua. Quest’anno ci si attende una crescita dell’economia del 3%.
Da un punto di vista tecnico, il dollaro australiano è migliorato durante la settimana e si prevede testerà i suoi precedenti massimi. Dando un’occhiata ai fondamentali, si può osservare che le prospettive rialziste di medio periodo sono rimaste invariate: prezzi delle materie prime più alti, tassi di interesse più elevati e una migliorata situazione di crescita economica.

La banca del Canada ha assunto un atteggiamento più aggressivo favorendo il dollaro canadese. Mentre il tasso overnight è stato lasciato fermo allo 0,25% come atteso, la banca centrale ha indicato che i rischi di inflazione non sono più orientati al ribasso e che l’inflazione core si è rivelata più elevata di quanto stimato dalla banca stessa. La BoC ha riconosciuto che l’attività economica canadese è stata migliore di quanto previsto nel report di politica monetaria di gennaio. La Boc ha quindi ribadito la sua intenzione di mantenere il tasso overnight ai livelli attuali fino alla fine del secondo trimestre 2010. In conclusione, la BoC potrebbe aumentare i tassi prima delle altre principali banche centrali, tra cui anche la Fed. L’economia canadese sta per risentire dell’influenza della potenziale stretta monetaria della banca centrale, situazione che dovrebbe spingere il dollaro canadese verso il supporto.

La Prossima Settimana
Si corre il rischio di una bolla FINANZIARIA in Asia
Nov 5th
La World Bank ha rilasciato nella giornata di martedì un’analisi secondo la quale l’eccesso di liquidità che ha inondato i mercati finanziari del mondo, che ha tuttavia arginato il temuto collasso finanziario, potrebbe creare una nuova bolla, in particolare in Asia. “L’enorme quantità di denaro che si è riversato nelle attività asiatiche sta facendo aumentare i timori di una nuova bolla dei prezzi sui titoli azionari, che si stanno sempre più discostando dai fondamentali” recita il comunicato.
Le piazze finanziarie di Hong Kong, Singapore, Cina e Vietnam sarebbero infatti a rischio correzione anche secondo il Fondo Monetario Internazionale. Il taglio dei tassi di interesse e l’enorme massa di liquidità che ha inondato tutti i mercati ha infatti spinto a livelli sostanzialmente insostenibili la maggior parte dei titoli; nell’ultimo anno il prezzo dell’oro è aumentato del 44% mentre quello del rame è in crescita del 50%, tutte le attività finanziarie negli USA stanno rapidamente tornando ai livelli pre Lehman, ed è una situazione molto pericolosa dal momento che l’economia reale non si sta muovendo così rapidamente.
La liquidità iniettata è una sorta di eccitante per i mercati: il rischio percepito diminuisce, e tutti vogliono acquistare titoli azionari perché i rendimenti dei titoli di stato risultano essere ai minimi storici, ma questa situazione deve essere necessariamente sostenuta da un’economia reale in fortissima ripresa, altrimenti si rischia di creare una nuove e devastante bolla azionaria. Ad esempio il dollaro australiano ha registrato un incremento del 35% negli ultimi dodici mesi perché gli investitori si indebitano in dollari statunitensi per acquistare dollari australiani, che hanno un maggior tasso di interesse.
Ciò ha permesso un rally spropositato dei titoli azionari e di tutto il comparto obbligazionario. Una situazione molto pericolosa, che potrebbe facilmente scappare di mano. Intanto la Casa Bianca, attraverso Peter Orszag,direttore dell’Office of Management and Budget, ha reso noto che l’indebitamento attuale degli Stati Uniti risulta essere insostenibile già nel medio termine e sollecita il Governo a prendere misure adeguate per fronteggiare la situazione.
Infatti le proiezioni effettuate dimostrano che i deficit risultano essere troppo grandi e potrebbero far salire i tassi di interesse rapidamente. Orszag indica chiaramente il 2013 come termine entro il quale tagliare di almeno della metà il deficit, altrimenti la situazione potrebbe generare un rapido aumento dei tassi di interesse.
Fonte: www.forexitalia.org
Outlook settimanale valute Forex
Oct 3rd
Analisi settimanale sull’andamento delle principali coppie di valute del mercato del Forex, offerta su cortese concessione del sito forexitalia www.forexitalia.org . Le indicazioni seguenti su eventuali operazioni possibili da effettuare sono delle considerazioni personali e quindi, da non intendere come sollecitazione ad investire nel mercato del Forex; declina altresì ogni responsabilità, con la presente, questo blog ossia Guadagnare online con trading forex.

Lunedì apriranno la settimana i dati relativi alle vendite al dettaglio in Europa per il mese di agosto, che sono stimate essere in calo dello 0.2%, sostanzialmente in linea con quelle del mese precedente; sempre lunedì, negli Stati Uniti, sarà la volta del dato importantissimo sull’ISM non manifatturiero relativo al mese di settembre, che secondo gli analisti dovrebbe attestarsi a 50 punti, ma noi non escludiamo delle sorprese negative.
La giornata di martedì sarà caratterizzata dalla pubblicazione dei dati nel Regno Unito relativi alla produzione industriale del mese di agosto, ed alla produzione manifatturiera; verrà poi pubblicato il dato sulla fiducia dei consumatori. Mercoledì in europa sarà la volta del prodotto interno lordo relativo al secondo trimestre dell’anno, che è stimato in calo del 4.7% per il dato annualizzato, ed in calo dello 0.1% per il dato mensile.
In Germania sarà poi la volta del dato sugli ordinativi industriali, che dovrebbero registrare una crescita dell’1.3%. Giovedì si riuniranno le Banche Centrali di Europa e Inghilterra, per decidere in merito ai tassi di interesse, ma crediamo che non vi saranno sostanziali modificazioni alle politiche monetarie. Chiudono la settimana i dati in Germania relativi alle esportazioni, importazioni, commercio estero, bilancia di pagamenti e indice CPI.
A livello di analisi tecnica, l’indice S&P500 ha chiuso la sessione di ieri con una perdita marcata del -2.58% a 1029 punti ed ha concluso la giornata di contrattazioni sul minimo, ma soprattutto al di sotto dell’importante supporto di 1040 punti. La conformazione grafica di breve e medio periodo ci suggerisce che abbiamo un massimo e minimo discendente in posizione.
La giornata di oggi sarà importante per valutare se il supporto dinamico posto a 1020 punti reggerà. Se non dovesse tenere è molto probabile che la prossima settimana si possa verificare un ribasso, che potrebbe portare l’indice S&P500 sui livelli di 940 punti. Dal nostro punto di osservazione riteniamo che il rialzo che ci ha accompagnato per tutta l’estate sia ormai giunto al termine.
Outlook settimanale
Sep 25th
Analisi settimanale sull’andamento delle principali coppie di valute del mercato del Forex, offerta su cortese concessione del sito forexitalia www.forexitalia.org . Le indicazioni seguenti su eventuali operazioni possibili da effettuare sono delle considerazioni personali e quindi, da non intendere come sollecitazione ad investire nel mercato del Forex; declina altresì ogni responsabilità, con la presente, questo blog ossia Guadagnare online con trading forex.
Le economie mondiali dimostrano che i segnali di rimbalzo dell’attività manifatturiera si stanno moltiplicano, gli ordinativi aumentano e il commercio mondiale sembra aver imboccato una strada di lenta ripresa. Tuttavia la situazione delle famiglie si fa pesantemente sentire sui consumi, mentre i deficit pubblici continuano a crescere.
La ripresa dell’economia mondiale avviene quindi in un quadro estremamente fragile nel quale mancano i requisiti per una salda crescita a medio termine. Ciò non toglie che nelle ultime settimane l’orizzonte macroeconomico per i prossimi trimestri sia nettamente schiarito. Aggiunti i tassi d’interesse estremamente bassi e l’abbondante liquidità in circolazione nel sistema finanziario, la situazione generale diventa propizia ai mercati finanziari.
Come sottolinea l’OCSE, il forte deterioramento del mercato del lavoro, le enormi capacità produttive attualmente inutilizzate ed il grave dissesto dei bilanci pubblici e privati non potranno sostenere la domanda interna. Anche negli USA il quadro economico migliora lentamente: l’attività industriale registra un rimbalzo mentre il deterioramento del mercato del lavoro rallenta.
Ma la situazione resta fragile tenuto conto del comportamento dei consumatori e dell’esplosione del deficit pubblico. Dall’ultimo rapporto sull’occupazione emerge un quadro a tinte grigie. L’eliminazione di posti di lavoro prosegue a un ritmo nettamente meno violento che all’inizio dell’anno, ma il tasso di disoccupazione continua ad aumentare, dal 9.4% al 9.7% in un solo mese. Sta di fatto che la situazione precaria delle famiglie si riflette chiaramente sul clima dei consumi.
Il credito al consumo è in flessione da ormai sei mesi, e questo rivela da un lato la volontà, o piuttosto la necessità, del consumatore americano di eliminare l’indebitamento e dall’altro un atteggiamento più prudente da parte delle banche. Nel frattempo, il deficit pubblico continua a gonfiarsi mentre le entrate dello stato scendono vertiginosamente. Le cifre di agosto evidenziano infatti un deficit di 111.4 miliardi di dollari e portano il deficit cumulato per l’esercizio (ottobre 2008-settembre 2009) a 1.38 trilioni di dollari, equivalenti a circa il 10% del Prodotto Interno Lordo.
Outlook settimanale sul FOREX
Sep 12th
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La Bank of England ha deciso di continuare a mantenere inviarata la sua politica monetaria e soprattutto il programma di riacquisto di obbligazioni, al fine di permettere all’economia britannica di uscire dalla recessione economica.
Dal nostro punto di osservazione crediamo che nella prossima riunione la BOE deciderà di adottare delle politiche che obbligheranno le banche commerciali a prestare il denaro all’economia reale. Secondo le ultime indicazioni fornite, il programma che prevedeva il riacquisto di obbligazioni da parte della BOE ha avuto uno stop, il Comitato non ha infatti deciso un ulteriore allargamento dei cordini della borsa che rimarranno a 175 miliardi di sterline.
Per inciso già 140 miliardi di sterline sono stati utilizzati. Sul fronte valutario la settimana appena conclusa è stata caratterizzata da una continua debolezza del dollaro nei confronti delle principali valute internazionali, ma in particolar modo contro l’euro, che ha raggiunto il livello di 1.4600, che non vedeva da circa sei mesi.
Riteniamo che nel corso della prossima settimana il dollaro possa ancora continuare con la sua debolezza, anche se difficilmente, a livello grafico, potremmo assistere a violente oscillazioni.
Lunedì prossimo in Europa verranno rillasciati i dati importantissimi sulla produzione industriale che è attesa al -16.4%, ma anche il dato relativo all’andamento dell’occupazione, nel secondo trimestre dell’anno, in tutti i paesi europei. Martedì sarà poi la volta del dato sulla fiducia delle imprese in Germania, lo ZEW, che dovrebbe attestarsi a 62 punti.






























