Indicatori ed Oscillatori Trading
Indicatori trading: Breadth Thrust
May 15th
L’indicatore di Trading chiamato Breadth Thrust, è per natura un’indicatore di Momentum e ci ritorna utile il suo utilizzo per affrontare e determinare un mercato in fase di trend-Bullish.
Quest’indicatore fa riferimento ad una EMA a 10 periodi e si basa sul sistema dell’advancing issue ovvero i titoli che sono in crescita fratto i titoli che sono in crescita più quelli che sono in calo.
Indicatori Trading: Upside-Downside
May 15th
L’importanza dell’analisi volumetrica nel trading è un fatto assai importante e oramai quanto più chiaro, anche se questo molto spesso viene lasciato in secondo piano.
L’indicatore Upside-Downside, del quale staimo facendo recensione, viene proprio in ausilio sull’analisi dei volumi, anche se il suo specifico riferimento è quello per il mercato dlle azioni.
L’indicatore preso in considerazione mostra i volumi in ribasso ed in rialzo del Nyse;
Indicatori Trading: Regressione Lineare
May 14th

Indicatore regressione lineare
L’indicatore di Regressione Lineare ha la peculiarità di presentarsi, a differenza di molti altri indicatori di trading, direttamente sul grafico dei prezzi o delle candele…quindi tende ad intersecarsi con esse.
Indicatori Trading: CVI Indicator
May 14th

Indicatori trading
Per quanto riguarda i volumi troviamo un’indicatore poco utilizzato nella pratica del trading, ma non per questo meno importante al cospetto degli altri; stiamo parlando dell’indicatore CVI, ossia Comulative Volume Index, in Italiano, indice di volume cumulativo.
La formula dell’indicatore consiste nel sottrarre il volume negativo dei titoli a quelli positivi; il risultato di questa prima formula va poi aggiunto al totale dei titoli presi in cosiderazione.
Indicatori Trading: RSI indicator
Mar 22nd
Determinazione del trend, l’RSI
Nello sorso articolo abbiamo iniziato a parlare dell’importanza della determinazione del trend. Tra gli indicatori più usati per fare questo, sicuramente quelli Momentum sono tra i più popolari.
Iniziando alcune considerazioni pratica dall’indicatore RSI, possiamo dire che la maggior parte delle volte che si applica questo indicatore alla nostra analisi tecnica, lo si fa tenendo conto di un periodo di 14 giorni. Più lungo è il periodo di tempo considerato, infatti, e meno sensibile direnta l’RSI. Dunque un periodo di 14 giorni è decisamente il migliore.
E’ importante rendersi conto anche del fatto che l’RSI richiede almeno 90 periodi di dati per fornire dei risultati validi. In caso contrario, la formula non darà dei risultati precisi per l’analisi del trend. Per chi fa trading intraday, sono necessari almeno 200 giorni di dati al fine di iniziare ad avere fiducia nella validità dell’RSI.
L’RSI ci indica le zone di ipercomprato e quelle di ipervenduto. Ogni momento in cui il valore dell’indicatore è considerato al di sopra di 70, allora siamo in ipercomprato, mentre qualsiasi momento al di sotto dei 30, è ipervenduto. Un fatto importante da ricordare è che ogni oscillatore, RSI incluso, in un mercato in forte trend rimarrà ipercomprato o ipervenduto per un bel po’ di tempo. A questi livelli si raccomanda di considerare il primo valore come 80, non più a 70, e il secondo valore a 20, non più a 30.
Il vantaggio più grande nell’usare un grafico RSI è quello di sottolineare una divergenza tra tali grafici e il comportamento dei prezzi. Mentre i prezzi indicano una divergenza rialzista quando il prezzo fa un nuovo minimo, l’RSI continua a trovarsi al di sotto del valore di 30 e non riesce a fare un nuovo minimo. Quando i valori dell’RSI superano il precedente massimo dell’RSI stesso, a breve termine, c’è un segnale di acquisto. Allo stesso modo, l’evento sarebbe opposto in caso di divergenza ribassista.
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