Si corre il rischio di una bolla FINANZIARIA in AsiaLa World Bank ha rilasciato nella giornata di martedì un’analisi secondo la quale l’eccesso di liquidità che ha inondato i mercati finanziari del mondo, che ha tuttavia arginato il temuto collasso finanziario, potrebbe creare una nuova bolla, in particolare in Asia. “L’enorme quantità di denaro che si è riversato nelle attività asiatiche sta facendo aumentare i timori di una nuova bolla dei prezzi sui titoli azionari, che si stanno sempre più discostando dai fondamentali” recita il comunicato.

Le piazze finanziarie di Hong Kong, Singapore, Cina e Vietnam sarebbero infatti a rischio correzione anche secondo il Fondo Monetario Internazionale. Il taglio dei tassi di interesse e l’enorme massa di liquidità che ha inondato tutti i mercati ha infatti spinto a livelli sostanzialmente insostenibili la maggior parte dei titoli; nell’ultimo anno il prezzo dell’oro è aumentato del 44% mentre quello del rame è in crescita del 50%, tutte le attività finanziarie negli USA stanno rapidamente tornando ai livelli pre Lehman, ed è una situazione molto pericolosa dal momento che l’economia reale non si sta muovendo così rapidamente.

La liquidità iniettata è una sorta di eccitante per i mercati: il rischio percepito diminuisce, e tutti vogliono acquistare titoli azionari perché i rendimenti dei titoli di stato risultano essere ai minimi storici, ma questa situazione deve essere necessariamente sostenuta da un’economia reale in fortissima ripresa, altrimenti si rischia di creare una nuove e devastante bolla azionaria. Ad esempio il dollaro australiano ha registrato un incremento del 35% negli ultimi dodici mesi perché gli investitori si indebitano in dollari statunitensi per acquistare dollari australiani, che hanno un maggior tasso di interesse.

Ciò ha permesso un rally spropositato dei titoli azionari e di tutto il comparto obbligazionario. Una situazione molto pericolosa, che potrebbe facilmente scappare di mano. Intanto la Casa Bianca, attraverso Peter Orszag,direttore dell’Office of Management and Budget, ha reso noto che l’indebitamento attuale degli Stati Uniti risulta essere insostenibile già nel medio termine e sollecita il Governo a prendere misure adeguate per fronteggiare la situazione.

Infatti le proiezioni effettuate dimostrano che i deficit risultano essere troppo grandi e potrebbero far salire i tassi di interesse rapidamente. Orszag indica chiaramente il 2013 come termine entro il quale tagliare di almeno della metà il deficit, altrimenti la situazione potrebbe generare un rapido aumento dei tassi di interesse.

Fonte: www.forexitalia.org